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Ilaria Lemma


Ho avuto più di un 5° giorno nella mia vita,ma in realtà fin’ora non ne avevo mai vissuto nessuno. Sin da piccola la mia famiglia mi ha indirizzato verso Dio,e crescendo anzichè coltivare il seme che i miei genitori avevano piantato in me ho cercato di soffocarlo.Sentivo che c’era qualcosa che non andava,quando non riuscivo più ad andare contro di Lui allora tentavo di dissotterrare quel piccolo germoglio attraverso vari incontri giovanili e sacerdtali,ma invano;non appena una fogliolina arrivava in superficie smettevo di nutrirla finchè,ormai arida,non cadeva morente.Chiunque incontravo in questo ambito mi ripeteva che Cristo è amore e felicità,in me e per me,e più ascoltavo questo più la mia indifferenza ed il mio dissenso crescevano… Se Lui mi ama veramente perchè mi ha dato una simile croce?Crescevo nell’insicurezza,con la paura di non essere accettata;ogni offesa,ogni pregiudizio,ogni responsabilità negatami giustificata sempre dal fatto che “forse non è il caso vista la tua condizione” era una pugnalata nel cuore ed il dolore delle tante operazioni subite mi pulsava negli occhi. Non avevo scelto io questa condizione,allora perchè pagare un prezzo tanto alto per qualcosa che mai avrei voluto? Cercavo di nascondere il tutto mostrando un carattere forte,ma dentro mi sentivo morire. Ogni visita era un misto di incubo e speranza che toglieva il sonno e terminava in un lungo pianto. Aspettai con ansia il giorno del mio intervento “estetico” pensando che grazie a questo il giudizio degli altri non si sarebbe più fermato alla’apparenza,e cosi fu. Ero felice ma spesso avevo come l’impressione di ingannare gli altri.. in realtà quest’utopia ingannava me stessa. Anche questo a lungo andare non mi bastò più. Cominciai di nuovo ad interrogare con rimprovero Dio ed a cercare la felicità altrove riducendomi uno schifo. L’insoddisfazione ed il vuoto mi prosciugarono a tal punto da non vedere altra via d’uscita se non quella di abbandonare la mia vita, tutto e tutti.Questo dopo un pò di tempo mi riavvicinò a Dio,anche grazie all’incontro di qualche anno prima con Don Vittorio Vinci; una luce immensa che mi ha avvolto come un fascio,ed anche in quel caso non ho saputo cogliere il messaggio di Dio… Ma si,la sua grazia è infinita ed ora a distanza di anni riesco a racoglierne i frutti ed a ringraziarlo sempre di più per averlo messo sualla mia strada.C’è sempre stato qualcosa che mi frenava.. l’innata paura di abbandonarmi completamente a lui per paura di perdere… niente,un’illusoria libertà, perchè nonostante una famiglia stupenda e degli amici fantastici mi sembrava di non avere niente.
Quando mi è arrivato l’invito da Emanuele a partecipare al CVC stavo attraversando nuovamente un periodo di turbamento ed ho subito rifiutato pensando all’ennesimo buco nell’acqua.. Poi spinta dalla voglia di conoscere nuove persone ho accettato. In quei giorni ho lasciato che la parola di Dio entrasse in me senza pretesa alcuna e grazie alle testimonianze dei ragazzi per la prima volta ho trovato in ognuno di loro una risposta concreta a quelle che erano le mie stesse domande e tormenti. Durante un momento di profonda intimità ho chiesto un segno a Dio; non è arrivato nel concreto, bensì nel mio cuore. La mattina dell 8 dicembre, trovatami di fronte all’altare per il momento dell’offertorio ho sentito il desiderio e la naturalezza di offrire il mio impegno nel seguirLo,senza più paura di abbandonarmi a Lui.
Continuo a portare la mia croce con tutte le difficoltà che ad essa sono legate,ma con la sempre più piena consapevolezza che il Signore a volte pone nella nostra vita delle difficoltà, ma ci dona altrettante capacità e persone che operano nel suo amore per permetterci di riuscire a superarle. Un altro piccolo miracolo c’è stato,la formazione di un gruppo parrocchiale nel mio paese,fondamentale per me e penso per ognuno che intraprende questo cammino… Se non è amore questo! 😀
Come spesso mi ricorda don Andrea, pallottino nonchè carissimo amico, Dio ha un progetto per ciascuno di noi; pian piano capirò qaul’è il mio e qualsiasi esso sia sia voglio scoprirlo vivendo ogni giorno che Lui mi dona come fosse il 5°.

Ilaria L., Rocca Priora

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